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Posts Tagged ‘Cardinale Giuseppe Guarino’

Da pochi giorni è stato pubblicato il volume “Società, Potere e Libertà. Studi storici dal Medioevo all’età contemporanea” (a cura di Giuseppe Campagna) pubblicato da Aracne Editrice di Roma (ISBN 978-88-548-9099-2). Il libro ha la prefazione del prof. Giuseppe Restifo, ordinario di Storia Moderna dell’Università di Messina e tra i dodici contributi che lo compongono è presente un mio saggio dal titolo “Gli ordini e le congregazioni religiose nella Diocesi di Messina negli anni dell’arcivescovo Guarino” (pp.157-195).

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E’ stato pubblicato proprio alla fine del 2013 il volume contenente gli atti del convegno incentrato sulla figura del Cardinale Giuseppe Guarino, tenutosi a Messina il 16 e il 17 marzo 2012. Tra i tanti contributi, contiene anche un mio piccolo lavoro dal titolo “Gli stemmi araldici dell’arcivescovo Giuseppe Guarino” (pagg. 507-511).

copertina Atti Convegno Guarino

Il Cardinale Giuseppe Guarino e il suo tempo. Chiesa, movimenti, istituzioni civili nella Sicilia di fine Ottocento. Atti del convegno di studi, 16-17 marzo 2012 (a cura di C. Magazzù e G.G. Mellusi). ISBN 978-88-87617-56-6

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E’ stato pubblicato nel gennaio scorso sulla rivista  “Il servo di Dio Card. Giuseppe Guarino. ATTUALITA’ DI UN MESSAGGIO” (n° 3-4 2012, pp. 14-15) un articolo divulgativo sullo stemma araldico del Presule. Ci tengo a precisare , come tra l’altro specificato anche nel contenuto dell’articolo, che si tratta soltanto un’esposizione in forma divulgativa e semplificata di parte dei risultati di un mio breve studio araldico che sarà pubblicato negli Atti del Convegno sul Cardinale Giuseppe Guarino.

Di seguito l’articolo, si consiglia la visione a schermo intero:

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Altro contributo al sito Zancleweb, pubblicato il 12 aprile 2011, si tratta della continuazione del precedente articolo. La storia recente del santuario di Dinnammare attraverso le sue lapidi.

Lapide Dinnammare Apostole Sacra FamigliaA poco più di 100 anni dal pellegrinaggio del  luglio 1889 (vedere il seguente articolo pubblicato il 30 marzo scorso),  nel santuario diocesano di Dinnammare si tenne un altro pellegrinaggio degno di nota. Come ricorda una lapide l’Episcopato sicilianoha ripetuto il 9 maggio 1990 lo storico pellegrinaggio di poco più di cento anni prima.In quell’occasione i vescovi siciliani, convenuti a Messina per l’assemblea della CESI per la  presentazione ufficiale del documento “Chiesa italiana e Mezzogiorno, sviluppo nella solidarietà”, in devoto pellegrinaggio, affidarono alla Madonna di Dinnammare le loro preoccupazioni implorando «materna assistenza per tutte le popolazioni della nostra cara Sicilia».
Altro evento va ricordato in quell’anno: il centenario della fondazione della congregazione delle Apostole della Sacra Famiglia. (altro…)

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I miei appunti su un frammento della storia del Santuario di Dinnammare (Messina), un piccolo contributo al sito Zancleweb pubblicato il 30 marzo 2011.

lapide dinnammareNell’‘800 la devozione mariana in tutta la Chiesa Cattolica ha una grandissima diffusione. Le apparizioni di Rue du Bac a Parigi nel 1830 e di Lourdes nel 1858, senza scordare l’apparizione di La Salette nel 1846, rendono ancora più vive antiche forme di devozione che in quel secolo vanno rinnovandosi ed arricchendosi. Nel 1854 papa Pio IX proclama il dogma dell’Immacolata Concezione,  rilanciando in modo straordinario una devozione a cui da secoli la Sicilia è particolarmente legata. Nella Sicilia di quegli anni va diffondendosi la popolarità dei santuari mariani e tra questi sempre più notorietà acquisisce un piccolo santuario nell’Arcidiocesi di Messina: quello dedicato alla Madonna di Dinnammare.
Il santuario si trova sul punto più alto dei monti Peloritani a circa 1330 metri d’altezza. Nel XIX secolo la via più comoda, perché più breve, per raggiungere quel luogo è costituita dai sentieri che dal villaggio di Larderia risalgono il monte fino alla cima. Non è difficile immaginare il percorso, praticato ancora oggi da numerosi pellegrini in agosto in occasione della festa liturgica, che nell’ ‘800 era necessario affrontare per giungere al santuario.
Una lapide dentro il santuario, purtroppo mutila, ricorda un importante pellegrinaggio nella data del 13 luglio 1889. In quell’occasione il cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, Arcivescovo di Catania oggi venerato dai cattolici come Beato, insieme al mons. Giuseppe Guarino, Arcivescovo di Messina e Archimandrita del SS.Salvatore (con in corso una causa di beatificazione), unitamente a mons. Giovanni Blandini, Vescovo di Noto, celebrarono un solenne pellegrinaggio. La lapide ricorda che i tre importanti prelati erano accompagnati dal Vicario generale della Diocesi di Messina, dai rispettivi segretari, da numerosi sacerdoti, che erano cappellani dei villaggi sottostanti, e da “molto popolo”.
L’evento è senza alcun dubbio di una certa rilevanza, se si considera le ridotte dimensioni del santuario, la difficoltà di raggiugere il luogo e l’importanza dei tre presuli che lì devotamente si sono ritrovati. Probabilmente in quell’occasione era anche presente il professor Contardo Ferrini, studioso di diritto romano di fama internazionale a quel tempo docente dell’Università di Messina, proclamato Beato nel 1947 da Pio XII.
In una lettera scritta da mons. Guarino all’amico Card. Celesia, Arcivescovo di Palermo, veniva ricordato il pellegrinaggio: «Il pellegrinaggio uscì assai devoto: sul monte trovammo tanta gente e tutti i Cappellani e preti semplici dei Villaggi sottostanti. Sua Santità ha mandato a tutti l’Apostolica Benedizione e l’espressione del Suo sommo gradimento. In un breve discorso assai poco potei dire di San Benedetto e di Montecassino: quest’uomo e quel Monistero sono un abisso di Grandezze…».  La lettera, conservata nell’Archivio Storico Diocesano di Palermo, porta la data del 24 luglio 1889.

Antonino Teramo

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Breve profilo biografico del Cardinale Giuseppe Guarino, pubblicato su Zancleweb il 5 marzo 2011.

cardinale guarinoProtagonista della Chiesa messinese del XIX secolo fu senza dubbio il Cardinale Giuseppe Guarino, arcivescovo di Messina dal 1875 fino alla morte avvenuta nel 1897. Ci troviamo di fronte ad un uomo con qualità non comuni. Nato a Montedoro (Cl) nel 1827. La sua formazione, nella Sicilia pre-unitaria, è segnata dagli studi di morale, di diritto canonico e di diritto pubblico condotti presso il prestigioso collegio dei Santi Agostino e Tommaso di Agrigento. Gli incarichi di responsabilità ricoperti a Palermo, prima presso il Tribunale di Regia Monarchia e Apostolica Legazia, poi nella Segreteria di Stato dell’allora Regno delle due Sicilie ed infine presso il Dicastero degli Affari Ecclesiastici della Luogotenenza di Sicilia, gli consentono di acquisire una profonda conoscenza dei problemi del tempo. Sempre a Palermo dal 1857 è nominato canonico beneficiale della Basilica Costantiniana della Magione, dignità che tuttavia gli porta ben pochi vantaggi economici perché le rendite di quella chiesa erano state incamerate dal governo ed assegnate come appannaggio ad un principe della famiglia reale. Dopo la formazione dello Stato unitario rifiuta la proposta di un incarico governativo nella nuova capitale Torino.
Libero da incarichi istituzionali si dedica quindi ad un’intensa attività pastorale e diviene uno dei membri del clero “zelante” palermitano che in quegli anni difficili, nella fedeltà alla Santa Sede, si prodigava in un impegnato apostolato culturale e Sociale. (altro…)

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