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Archive for the ‘Risorgimento’ Category

Breve recensione di un saggio di Armando Donato, sui cannoni recuperati dalle sabbie di Capo Peloro, pubblicata su Zancleweb il 9 novembre 2011. 

armi-antiche-accademia-san-marcianoE’ stato pubblicato nel mese di ottobre “Armi Antiche 2011, Italia 150”, il bollettino dell’Accademia di San Marciano di Torino (Chiaromonte editore), importante associazione di studiosi di storia militare, armi antiche, vessillologia, uniformologia e altre discipline collegate alla storia militare. Fondata nel 1951, l’Accademia di San Marciano dal 1953 pubblica annualmente il Bollettino “Armi Antiche”. Unico in Italia in tale settore e ritenuto tra i migliori in tutto il mondo, come attesta la sua presenza nelle biblioteche dei maggiori musei, istituti e dipartimenti d’Europa e d’America, esso accoglie articoli di ricercatori italiani e stranieri, spesso tra i maggiori collezionisti ed esperti di armi antiche, ordinari e conservatori di armerie. Quest’ultimo bollettino è dedicato, come si evince dal titolo, al centocinquantesimo anniversario dell’Unità politica d’Italia. La storia militare, l’aspetto militare della storia, ha rivestito un ruolo importante sia nella formazione dell’identità italiana in epoca moderna sia nei fatti che portarono alla costituzione di uno stato unitario nel 1861. L’approccio degli studiosi è, come specificato in un articolo introduttivo, «trattando le fonti sine ira et studio (come del resto la metodologia della ricerca storica impone), sicuramente senza rumori che attirino particolarmente l’attenzione» (p.6).
Si trova così in questo bollettino, stampato a Torino e diffuso come già detto in tutto il mondo tra gli esperti del settore, un consistente saggio dello studioso messinese Armando Donato dal titolo “Artiglierie ad avancarica a Messina; Storia e caratteristiche” che tocca da vicino la nostra città trattando dei tre cannoni navali ad avancarica recuperati dall’Amministrazione Comunale di Messina nel gennaio 2010 tra le sabbie di Capo Peloro. (altro…)

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Articolo sui tragici fatti avvenuti ad Alcara li Fusi nel maggio 1860, pubblicato su Nebrodi Network il 18 luglio 2010.

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Ripropongo qui di seguito un mio scritto, realizzato l’8 maggio 2010 qualche giorno dopo la pubblicazione di una “scheda tecnica” che riguardava i tre cannoni recuperati dalle sabbie di Capo Peloro. Al di là dei contenuti ravvisavo qualche errore di metodo nella ricerca storica. Quindi lo scritto che segue è indegnamente da ritenersi una riflessione epistemologica a cui si unisce una riflessione sul Risorgimento.

Dopo la relazione tecnica sui cannoni di Capo Peloro

“Riteniamo comunque che a nulla giova disquisire sulla proprietà militare dei cannoni di Capo Peloro e su chi ne fece un ultimo uso. Resta di fatto che sono stati trovati in un luogo strategico ove per ultimo il Generale Garibaldi aveva ordinato di porre numerosi cannoni in batteria per preparare il suo passaggio nel Continente. Il Monumento che in quel sito verrà realizzato dal Comune non ricorderà se quei cannoni furono inglesi, svedesi, sabaudi, borbonici, garibaldini o vecchie artiglierie navali abbandonate sulla spiaggia, ma un pezzo di storia cittadina riferita al Risorgimento che, tra luci ed ombre, ha comunque segnato la storia e il nostro presente.”

Così si conclude la “scheda tecnica” pubblicata qualche giorno fa su tutti i giornali locali riguardo i cannoni recuperati dalle sabbie di Capo Peloro.

E’ bene ravvisare una serie di errori di metodo di ricerca storica ed è bene cominciare a fare un po’ di chiarezza sul Risorgimento nazionale che torna d’attualità non solo per le periodiche e ricorrenti invettive del linguaggio da comizio della Lega di Bossi, ma anche per le celebrazioni del prossimo anno in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

L’errore di metodo: cosa è necessario studiare?

Errori di metodo dicevo, ed a questo proposito bisogna chiedersi a cosa serva la storia e perché è necessario studiarla, e (altro…)

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